di Amos Harel, corrispondente Haaretz, 24/07/2007
Martedì scorso, l’Alta Corte ha ordinato all’Esercito israeliano smantellare la barriera di cemento vicino a Hebron entro due settimane. L’ordine è stato emesso il giorno dopo che la corte ha sentenziato che l’esercito israeliano ha deliberatamente ritardato l’esecuzione di una precedente sentenza di smantellamento.Il capo della Corte Suprema di Giustizia Dorit Beinisch ha intimato all’esercito di eseguire una disposizione emessa nel Dicembre del 2006, che richiedeva all’esercito di rimuovere entro 6 mesi il muro di cemento che corre lungo la Statale 317, a sud di Hebron.
Il decreto del 2006 era la risposta a una petizione presentata dall’Associazione per i Diritti Civili in Israele (ACRI) assieme agli abitanti palestinesi dei villaggi circostanti. La sentenza della Corte in dicembre scorso aveva accolto l’opinione dei firmatari della petizione che la barriera, alta 82 cm e lunga 41 km, fosse un tentativo di opporsi a una precedente sentenza che vieta allo stato di costruire il muro di separazione lungo la strada. L’Alta Corte ha anche espresso martedì una critica severa al tergiversare dello stato sulla questione. La Corte ha dato all’ esercito una settimana per distruggere la barriera, e un’ulteriore settimana per rimuoverne le macerie dalla strada.
Lunedì Beinisch ha dichiarato che IDF ha deliberatamente ritardato l’applicazione della sentenza del 2006. Questo è avvenuto dopo che la corte ha riesaminato il caso in seguito alla denuncia, da parte dei proponenti la petizione, della mancata applicazione delle istruzioni della corte da parte dello stato .“ La corte ha deciso per la rimozione del muro. Questo non è il modo di trattare la corte” ha detto Beinisch al procuratore di stato. “Lo stato ha emesso un ordine a riguardo. Perché non è stato eseguito? Io mi sto sforzando di comprendere il modo in cui avete scelto di portare avanti questa questione”. Il procuratore Ayala Procaccia ha aggiunto che “se questo è il modo in cui lo stato tratta le disposizioni della corte, cosa dobbiamo aspettarci dal cittadino comune? Che messaggio volete mandare?”.
Secondo i firmatari della petizione, il piccolo muro di cemento è stato costruito per impedire ai pastori palestinesi di attraversare la strada con i loro greggi di bestiame. I firmatari hanno obiettato che questo è stato fatto per mantenere l’area a est della Statale 317 sotto il controllo dei coloni israeliani.
La corte aveva rigettato la protesta dello stato che la barriera intendeva proteggere gli automobilisti ed evitarne la scivolamento fuori strada, e aveva dato all’esercito 6 mesi per smantellarla. La corte aveva aggiunto che lo stato avrebbe potuto proporre soluzioni alternative, ma solo dopo lo smantellamento della barriera.Comunque, 48 ore prima del termine dei 6 mesi che la corte aveva disposto per smantellare il muro, lo stato ha richiesto una proroga, spiegando che aveva da proporre una soluzione alternativa. Tale soluzione era stata in effetti già rifiutata dalla corte: la direzione della Difesa proponeva di aprire dei varchi nel muro ad intervalli di 200 metri.
Nel frattempo, i firmatari della petizione hanno chiesto che la corte dichiarasse lo stato manchevole di aver rispettato la scadenza della corte per la rimozione del muro. La corte dovrebbe esprimersi sulla questione oggi. Fonti coinvolte nel caso hanno dichiarato che si aspettano che la corte ordini allo stato di distruggere il muro immediatamente.
Sorprendentemente, l’ex consigliere del ministro della difesa, Hagai Alon, che si era schierato dalla parte della richiesta di smantellare il muro, ha detto che la sua distruzione sarebbe una disgrazia. “Questa barriera non necessaria è costata centinaia di milioni di Shekels, che sono stati sottratti al budget senza motivo, in quanto IDF ha provato a citare motivi di sicurezza per spiegare una mossa politica” ha dichiarato.
Si ringrazia C. Graziani per la traduzione